5x1000
Link Utili
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Mailing List

PostHeaderIcon Al Teatro Valle per ricordare il Porrajmos - 5 febbraio 2012

valle_web_DEF4

 

La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare le vittime del progetto di sterminio del regime nazi-fascista.
Il termine Porrajmos (in lingua romaní «divoramento»), indica il tentativo di sterminare le comunità rom e sinte durante la seconda guerra mondiale. Al pari della più nota Shoah, il Porrajmos fu deciso sulla base delle teorie razziste che caratterizzavano il nazismo. Una recente stima parla di almeno 500mila rom e sinti sterminati. Migliaia di rom e sinti vennero deportati nei campi di concentramento europei ma anche italiani.
Questo marchio di "infamia", impresso a sangue sulla pelle di rom, non è finito con il regime hitleriano. Esso perdura ancora oggi nella città di Roma in forme diverse e con modalità solo apparentemente meno cruente attraverso sgomberi e trasferimenti forzati, violazioni dei diritti umani, costruzione di spazi segnati dall'esclusione e dal razzismo istituzionale.
Per fare memoria di una ininterrotta storia, scritta con l'inchiostro del rifiuto e dell'intolleranza, a quasi un anno dalla morte dei 4 fratellini rom arsi vivi nella loro baracca sulla via Appia a Roma, l'Associazione 21 luglio e Popica Onlus, organizzano domenica 5 febbraio alle ore 18,00 presso il teatro Valle Occupato di Roma un evento dal titolo "Porrajmos. Sterminio e resistenza del popolo rom". Per la prima volta sul palco del teatro saliranno rappresentanti delle comunità rom e sinte per fare memoria della loro vita e con loro: gli Assalti Frontali, Erri De Luca, Jovica Jovic e i Muzikanti di Balval , Tony lo Zingaro, le “zingare” spericolate del Chejà Celen, Simonetta Salacone.
L’ingresso è libero.
Per informazioni scrivi a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

 

PostHeaderIcon Esordio dei piccoli del Metropoliz Football Club

Ci siamo, sabato 14 gennaio il Metropoliz esordisce nel campionato Acli in casa dello Smil, compagine ostica del quadrante ovest della città. Il big match si terrà alle 16, nella parrocchia S.Maria in via S.Bernadette 23, a pochi passi dalla fermata metro Cornelia. Siete tutte e tutti inviatati a seguire la giovane compagine in questa importante trasferta. Il torneo andrà avanti fino a giugno, 14 squadre di ragazzini tra gli 11 e i 12 anni si affronteranno con partite di andata e ritorno, di calcio a 5. Un'occasione per intrecciare e far comunicare percorsi e culture sociali differenti, rom e non rom, migranti e indigeni. Attraverso uno strumento semplice, comunicativo, diretto e sano: lo sport.
E' passato un anno ormai, da quando il team di Tor Sapienza ha mosso i primi passi e dato calci al pallone, in improbabili campacci di erba incolta e nello spazio autorecuperato dell'occupazione abitativa dei BPM in via Prenestina (Metropoliz). In mezzo allenamenti settimanali, l'esperienza del Mediterraneo Antirazzista a Palermo, con relativa tappa romana, tornei e amichevoli. Una crescita costante tra tante difficoltà, riconosciuta dal premio ricevuto come miglior percorso di sport di strada, lo scorso giugno.
Sabato prossimo allenamento di rifinitura nell'impianto sportivo del centro sociale Corto Circuito, dedicato ad Auro Bruni, ucciso dai fascisti tanti anni fa. Spazio che ospita la squadra di rifugiati con cui abbiamo viaggiato in nave per raggiungere Palermo.
Tutto è pronto dunque. I ragazzini della compagine "metropolizana" provengono dall'occupazione di via Prenestina dopo essere passati per diverse baraccapoli sgomberate negli anni, con cui il progetto Unità di strada di Popica ha interagito. Due di loro sono ancora costretti a vivere in un centro di accoglienza, peraltro criticato da alcune associazioni per le sue condizioni. Ma stanno scalpitanto, come il resto della formazione, per gonfiare la rete con la palla. Un laboratorio di calcio educativo, ribattezzato "Gioco a calcio e cresco", che prosegue con entusiasmo.

Christian Picucci - Popica Onlus
 

PostHeaderIcon COMUNICATO 23/11/2011: RESOCONTO INCONTRO V DIPARTIMENTO

Per l'intera mattinata odierna, in un V Dipartimento presidiato dalle forze dell'ordine, si é svolta la riunione tra i rappresentanti di alcune famiglie rom rimaste sulla strada dopo gli sgomberi, l'Associazione Popica Onlus, l'Arci Roma, i Blocchi Precari Metropolitani, esponenti della Sala Operativa Sociale del Comune di Roma e il Direttore del V Dipartimento Angelo Scozzafava.

Dopo ore di confronto tra le parti, mentre all'esterno dell'edificio, per solidarizzare con l'interno, si radunavano altri rom, semplici cittadini, associazioni e movimenti, si é giunti ad un risultato che ha soddisfatto le famiglie presenti interessate.

Leggi tutto...

 
Segui Popica su:
fb flickr icona_youtube

love_rom

Popica ?

Popica in lingua rumena significa semplicemente “birillo” ma nella vita di Dani è il dispregiativo nomignolo con cui lo chiamano gli altri bambini dell’orfanotrofio di Sighet (Sighetul Marmatiei), in Romania.Un ragazzino nella loro stessa situazione, uno di loro, uno dei tanti. Disprezzo, abbandono e violenze, hanno costretto Dani a scegliere le strade della Romania. Oggi non è altro che uno degli oltre 100.000 minori abbandonati in Romania, uno dei 150 milioni che vivono sulle strade di questo mondo! Il nostro obiettivo: riuscire a trasformare questo nome da sinonimo di discriminazione e sofferenza a simbolo di rinascita per queste giovani vite.

popica_crew

L’Associazione Popica è una ONLUS aconfessionale ed apartitica, fondata sui valori dell’antirazzismo e del rispetto verso qualsiasi cultura. Opera nel settore d'intervento sulle problematiche dell'infanzia violata con lo specifico obiettivo di approfondire e affrontare il problema presso le popolazioni dell'Europa Balcanica, sia sul territorio nazionale che estero. Presta particolare attenzione alla drammatica situazione dell'abbandono minorile in Romania.
Dal 2010 Popica ONLUS
é accreditata presso lo European Voluntary Service 2010-IT-111.
Ha ricevuto da Amnesty International il premio "Human Rights Defender 2010".

 

abdull