11-11-2009: Rom di Centocelle: uno sgombero senza senso, un’occupazione inevitabile

Privati di un tetto e lasciati allo sbando con i pochi averi recuperati prima che le ruspe abbattessero le loro baracche, i rom di Centocelle hanno deciso di rifugiarsi temporaneamente in un ex magazzino abbandonato in via dei Gordiani, che già a giugno avevano occupato in via dimostrativa per sollecitare una maggiore attenzione politica e mediatica per le loro inumane condizioni di vita. Scopo dell’azione posta in essere dai rom è non solo assicurare a se stessi e ai propri figli un tetto per la notte, ma anche indurre le autorità a definire quanto prima una soluzione condivisa e alternativa alla demolizione degli insediamenti e al peraltro finora inconcludente programma di realizzazione di nuovi campi nomadi, considerati dagli stessi rom dei veri e propri strumenti di ghettizzazione sociale. Lo sgombero – L’associazione Popica Onlus, che da sempre sostiene i rom di Centocelle nella loro battaglia per il riconoscimento dei più elementari diritti della persona – casa, cure, istruzione –, era presente questa mattina con i suoi volontari al momento dell’arrivo al campo dei rappresentanti di Polizia, Esercito, Guardia Forestale e Protezione Civile. Partendo dalla parte superiore dell’insediamento, la forza pubblica ha fermato i rom maschi adulti, conducendoli presso un posto di comando per gli accertamenti del caso mentre le ruspe tiravano giù le baracche, lasciando sul terreno un ammasso informe di lamiere, cartoni e tavole di legno. Nonostante l’atteggiamento autoritario, ma non ostile delle forze dell’ordine, le modalità dello sgombero hanno dato luogo a situazioni umanamente inaccettabili, con casi di panico e forte impatto emotivo soprattutto sui bambini. L’occupazione – Riunitisi in un primo momento sui prati della vicina Villa De Santis, i rom e le romnì di Centocelle che hanno deciso di non disperdersi e di affrontare insieme l’emergenza hanno potuto contare sul sostegno materiale fornito dai rappresentanti del VI Municipio, i quali coordinandosi con le scuole della zona – frequentate regolarmente dai bambini dell’insediamento – hanno prontamente fornito agli sgomberati aiuti e beni di prima necessità (frutta, panini, latte e biscotti). Domani proprio il presidente del VI Municipio incontrerà probabilmente il sindaco di Roma per sollecitare l’apertura di una trattativa seria tra autorità, rom e associazioni, che possa condurre all’adozione di misure realmente efficaci e soprattutto rispettose della dignità umana degli sgomberati di Centocelle.

POPICA ONLUS

Un libro che ci racconta

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