13-11-2009: Sgombero di via di Centocelle, la versione di Popica Onlus e degli altri testimoni

Roma, 13 novembre 2009 – Questa mattina presso la sede del VII Municipio si è svolta una conferenza stampa sull’emergenza seguita allo sgombero del campo rom di via di Centocelle, cui hanno preso parte l’assessore al Bilancio della Regione Lazio Luigi Nieri, il presidente del Municipio VII Roberto Mastrantonio, il professor Marco Brazzoduro della Sapienza, rappresentanti dei Blocchi Precari Metropolitani (BPM), un insegnante di una scuola del territorio e uno degli operatori di Popica Onlus, Gianluca Staderini. La conferenza ha offerto a Popica Onlus l’opportunità di chiarire alcuni aspetti controversi della vicenda relativa allo sgombero del campo di via di Centocelle effettuato mercoledì 11 novembre e della successiva occupazione di un ex stabile dell’Heineken da parte di alcuni rom, conclusasi ieri con l’intervento delle forze dell’ordine e di operatori del Comune di Roma. «Lo sgombero è stata un’operazione mediatica – ha spiegato Staderini – Chiamare “Casilino 700” un campo, come quello sgomberato mercoledì a via di Centocelle, che non ha più quasi nulla in comune con quello in passato noto appunto come “Casilino 700”, esprime la volontà di creare confusione nell’opinione pubblica, inducendo le persone a collegare lo stesso campo alle realtà e alle problematiche legate al simil-omonimo campo “Casilino 900”». Una distorsione mediatica cui hanno contribuito i resoconti dell’accaduto forniti dal Comune di Roma: «Ci hanno spiegato che molti di coloro che ieri sono stati caricati sul pullman per il rimpatrio hanno firmato un documento in cui affermavano di non accettare l’accoglienza offerta dal Comune: ci dovrebbero spiegare cosa sia stato fatto firmare a queste persone, dato che sono quasi tutte analfabete! Il Comune ha parlato inoltre di “boicottaggio da parte di alcuni centri sociali” del piano di accoglienza proposto, ma non è così. A formare il cordone pacifico che ha cercato di fermare il pullman sono stati gli operatori di associazioni che da tempo lavorano con quei rom e gli insegnanti delle scuole che i loro figli frequentano, vedendo che sul quel pullman c’erano mogli e bambini spaventate mentre i mariti erano stati portati in Questura. Che dire poi del fatto che a quelle persone che sono salite sul pullman era stato detto che sarebbero state rimpatriate, mentre in realtà sono state poi portate presso un centro, separate dai figli o dai loro mariti? Quelli che hanno capito in tempo, sono scappati pagandosi da soli il biglietto per la Romania, comprese alcune donne con bambini i cui mariti ora sono presso il CIE di Ponte Galeria. Seguiremo la loro situazione tramite alcuni avvocati». Staderini ha poi ringraziato i rappresentanti del Municipio VI, che hanno garantito un tetto provvisorio ai rom mettendo a disposizione la sala consiliare e che esponendosi in continue trattative con le autorità hanno preso posizione al fine di garantire una degna soluzione alternativa. I Municipi VI e X si stanno di fatto facendo carico dell’emergenza, dopo che sono avvenuti gli sgomberi a loro totale insaputa. Sul fronte politico è stata annunciata la prossima richiesta di un consiglio comunale straordinario sul tema. Un ringraziamento è stato infine rivolto da Popica anche ai BPM per l’impegno da tempo dimostrato nel cercare delle soluzioni abitative degne di esseri umani per i rom di Centocelle. A conferma delle parole di Staderini, che aveva anche illustrato le attività svolte da Popica Onlus in sostegno dei rom di Centocelle, è intervenuto un insegnante in servizio presso il plesso scolastico Iqbal Masih frequentato dai bambini rom dell’insediamento: «Nonostante le condizioni di indigenza, le madri portavano autonomamente a scuola i propri figli ogni mattina – ha raccontato l’insegnante – quella dei giorni scorsi è stata una vera e propria operazione di polizia. Senza preavviso da parte delle autorità, ci siamo trovati a scuola con oltre 40 bambini che non sapevano più che fine avessero fatto i loro genitori, tanto che un insegnante alla fine ha accolto in casa sua uno dei bambini». Precisazioni e ulteriori dettagli sono arrivati anche dai rappresentanti dei Blocchi Precari Metropolitani, i quali hanno affermato che «anche Amnesty International ha stigmatizzato l’azione delle forze dell’ordine e del Comune, che hanno operato lo sgombero e hanno poi rotto l’occupazione senza offrire nessun tipo di accoglienza alternativa a queste persone». Secondo i BPM, «il sindaco ha dichiarato che il Comune aveva proposto ai rom di trasferirsi in centri di accoglienza, ma che poi “centri sociali” avrebbero impedito l’operazione. Questa è diffamazione, perché sono proprio i centri sociali ad aver costruito quelle condizioni di accoglienza che il Comune invece non garantisce, come avvenuto a via Prenestina 133 con l’occupazione di un’ex fabbrica Fiorucci che ha permesso a persone senza fissa dimora di trovare stabilità e di mandare i figli a scuola». Secondo il professor Marco Brazzoduro della Sapienza, esperto del mondo rom in prima linea nella lotta al pregiudizio etnico, a Roma «è in atto una lotta scandalosa contro i poveri. Quello che è successo in questi giorni è illegale – ha aggiungo il docente – perché contravviene all’articolo 30 della Carta Sociale Europea». Sulla medesima falsariga le considerazioni dell’assessore al Bilancio della Regione Lazio, Luigi Nieri: «Provo paura e vergogna per quanto accaduto in queste ore. Non sono azioni degne di un Paese come l’Italia. L’idea dell’amministrazione è stata quella di sgomberare per disperdere persone che sono cittadini europei a tutti gli effetti. Proporrò la convocazione di un tavolo con associazioni, municipi, scuole e tutti coloro che stanno affrontando l’emergenza. Non si può tollerare che si cerchi di far passare il concetto che essere poveri è una colpa».
POPICA ONLUS

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